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E TU COME STAI?

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CON TE


Stasera vengo a piedi
ho già rimesso l’auto in garage
Il tempo di comprare qualche cosa
dentro a un bar
La piazza del mercato
i grandi magazzini l’osteria
Un tram deposita la gente
e tutti con la stessa schiena vanno via
Ed i cappotti che si fanno vento nella sera  
questa sera io sarò con te

Con te 
ritrovarmi conte
e mangiare con te
Con te
confidarmi con te
bere un poco con te
E poi farlo con te

Tre militari escono dal cinema
le insegne al neon
Ed i lampioni impallidiscono  un addio
rimetto l’orologio
E aspetto che il semaforo dia il via
le scritte rosse sopra i muri
I vetri opachi di una farmacia
e con il bavero rialzato
Corro libero e leggero
e già mi vedo col pensiero insieme a te

Con te
rivedermi con te
fare tardi con te
Con te
riscaldarmi con te
e scherzare con te
Poi rifarlo con te

Con te
ritrovarmi con te
e restare con te
Con te riscaldarmi con te
e poi farlo con te

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SIGNORI SI CHIUDE


Due goccioline d’acqua i tuoi orecchini
Signori presto che fra un po’ si chiude
E m’infilasti dolce le tue mani tra i capelli
Tu sei il coltello con cui frugare il cuore
Ma sei un ragazzo cerca di capire
De il juke-box ricomincia a cantare
Non lasciarmi

Ti avrei portato con me
Difeso da chi rideva di noi
Sarei cresciuto con te
Lottando con chi non credeva in noi
Ti avrei dato tutto me stesso

Tu sorridevi con un viso triste
Io piansi come fossi stato allegro
Dimenticando i nostri te le paste
Non lasciarmi
Signori presto che fra un po’ si chiude
Io potrei essere tua madre
Ti supplicavo non m’importa niente
Niente……niente

Ti avrei portato con me
Difeso da chi rideva di noi
Sarei cresciuto per te
Lottando con chi non credeva in noi
Ti avrei dato tutto me stesso

Il mio paltò sulle tue spalle nude
Ed il juke-box finiva di cantare
Signori presto che fra un po’ si chiude

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UN PO’ DI PIU’


Sirene di navi urlavano al vento la radio passava le pubblicità
le labbra accostate ancora una volta ed una carezza ancora
Un filo di sole entrò nella stanza e sulla poltrona i nostri paltò
parole inghiottite e sguardi bambini e come poterti dire che tu eri

Più del vino più del pane più
della pelle delle ossa più
Più dei sassi più dell’erba più
più di tanto più di tutto più
dell’inverno dell’estate più
dei cavalli del corti le più
un po’ di più

Una madonnina fosforescente e dei fiori finti sopra il comò
cercavi i collant distratta e assente e un giorno di più allo specchio
Il frigo russava dalla cucina e tu canticchiavi facendo il caffè
la tristezza lunga della mattina e come gridarti amore che tu eri

Più del caldo più del letto più
dei capelli della mani più
più del pianto di un sorriso più
più di cento più di mille più
più dei soldi più dell’oro più
della piazza delle giostre più
più di un mese più di un anno più
un po’ di più

Sirene di navi urlavano al vento e tu eri un pi di più
più del grano più del fieno più
più dell’aria più dell’acqua più
più del cane del maglioni più

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GIORNI DI NEVE


Giorni di neve una camera calda di odori le scale di corsa
una lacrima in tasca due occhi smaniosi non cerchi ragazzi ma non giochi più
Giorni di neve un’amica due ruote scontrosa e selvaggia le scapole in fuori
annusi la vita con l’anima in mano e scopri che hai un corpo anche tu

E nel buio stringi la tua disperata tenerezza
no non le togliete l’allegria e quando vuole piangere
non le aprite quei pugni chiusi non la cacciate via
Non le dovete prendere la libertà e la fantasia
datele un’amore felice o infelice ma che sia amore

E porti a passo due seni sfrontati padrona del mondo e di te
e in un’angolo di sera un batticuore più sottile

No non la dovete offendere non le rubate la realtà
le illusionie i suoi colori la curiosità
Non le chiedete cosa fa quando si va a nascondere
datele un’amore felice o infelice ma che sia amore
che sia amore

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LORO SONO LA’


Il gelo galoppava sui campi
le luci delle case mischiate a stelle
due olive nere gli occhi di lei
E lo baciò con l’anima sulle labbra
lontano un’eco di spari
gli disse cose che lui non capì mai
Un mazzettino di lillà
l’imbarazzo e la paura
e la guerra quella sera
per un poco si fermo   per un po’

Guardateli
si cercano
si sfiorano
si abbracciano
sotto un povero cielo  
il tempo andò via
e loro insieme là

I rami che graffiavano i vetri
sotto la gonna le coscie bianche
ed il fucile lasciato giù
Un berrettino blu
la miseria e la speranza
per la guerra fu abbastanza
li sorprese e li portò li portò via

Guardateli
che corrono
e cantano
e ballano
ci saranno altri giorni
il freddo andrà via
e loro ancora là

che giocano
tra gli alberi
inseguono
le nuvole
sotto cieli diversi il tempo va via e loro sono là

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E TU COME STAI?


Ho girato e rigirato senza sapere dove andare
ed ho cenato a prezzo fisso seduto accanto ad un dolore
Tu come stai?   tu come stai?   tu come stai?

E mi fanno compagnia quaranta amiche le mie carte
anche il mio cane si fa forte e abbaia alla malinconia
Tu come stai?  tu come stai?  tu come stai?

Tu come vivi
come ti trovi
chi viene a prenderti
chi ti apre lo sportello
chi segue ogni tuo passo
chi ti telefona
e ti domanda adesso
Tu come stai?  tu come stai?  tu come stai?

Ieri ho ritrovato le tue iniziali nel mio cuore
e non ho più voglia di pensare e sono sempre più sbadato
Tu come stai?  tu come stai?  tu come stai

Tu cosa pensi
dove cammini
chi ti ha portato via
chi scopre le tue spalle
chi si stende al tuo fianco
chi ti accarezza stanco
Tu come stai?  tu come stai?  tu come stai?

Tu come stai? non è cambiato niente no
il vento non è mai passato tra di noi
tu come stai?
Non è accaduto niente no
il tempo non ci ha mai perduto
come stai?
Tu come stai?

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TI AMO ANCORA


Eccomi qui la stessa via come sei anni fa ti aspetto qui
Sono in città ed ho un po’ di nostalgia vengo a prenderti se vuoi
ti ricordi quella via
Eccoti lì sei anni in più magra e attraente tu di nuovo qui
e cerchi me tra la gente con la mano saluti
e due baci discreti tra noi

Ti amo ancora e ancora vorrei amarti
ti amo ancora e ancora ti vorrei
ti amo ancora e ancora vorrei averti

Non posso più chiamarti amore ma un dolce amico tuo io resterò
sarò lo zio per i tuoi bambini io stringerò più forte il cuore
non ti disturberò

Ti amo ancora e ancora vorrei amarti
ti amo ancora e ancora ti vorrei
ti amo ancora e ancora vorrei averti
ti amo ancora e ancora ti vorrei

Ti amo ancora e ancora vorrei amarti
ti amo ancora e ancora ti vorrei
ti amo ancora e ancora vorrei averti
ti amo ancora e ancora ti vorrei

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QUANDO E’ COSI’


Quando è così e tu hai fatto il callo alla malinconia
e con la testa sei tremila miglia più lontano
quando scivola di mano l’allegria
Quando è così e tu tu non sei più la mia pazzia
e farlo adesso non è più giocare non mè più volare
e questa noia ci trascina via

No ti prego no non giurare non promettere mai più
No ti prego no  non serve più se tra noi non c’è più niente
se non è rimasto niente

Quando è così e fumi troppo e bevi un po’ di più
e non hai più parole per parlare eè un biglietto per partire
e denti per sorridere

No ti prego no non mentire no non fingere di più
no ti prego no non serve più se tra noi non c’è più niente
se non è rimasto niente

No ti prego no non fermarmi non uccidermi di più
no ti prego no non toccarmi non confondermi di più
non ti prego no non serve più se tra noi non c’è più niente
se non è rimasto niente

No ti prego no non serve più
se tra noi non c’è più niente se non è rimasto niente

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ANCORA LA PIOGGIA CADRA’


Tra le barche a pancia all’aria rauco il vento s’infilò
l’ultima boccata forte poi le scarpe si cavò
con le mani stanche cariche di vene i vestiti ripiegò
Come  chi non ha più fretta verso il mare camminò
la schiuma gli si fece incontro e i suoi piedi incatenò
gli occhi acquosi di tristezza oltre quel cielo un altro cielo lui cercò

Ti seguirò
se tu lo vuoi
ovunque andrai
io ci sarò
strinse intorno a sé le braccia
poi nell’acqua scivolò

I treni partiti senza portarci via non si fermeranno più qua
finché la certezza non ci abbandonerà e ancora la pioggia cadrà

Il riflesso della luna nel suo solco lo guidò
pallide le spalle magre contro l’orizzonte andò
un silenzio nero come il culo dell’inferno e lui si accompagnò

Io non lo so
cosa non va
che cosa c’è
cosa sarà
metro dopo metro spinse il cuore
e la notte attraversò

I sogni sognati con tanta ingenuità marciscono in fondo a una via
finché la paura non ci addormenterà e ancora la pioggia cadrà

Con le braccia più rabbiose il suo corpo trascinò
e sfidò la nebbia densa che pian piano lo abbracciò
le speranze mezze uccise dalla vita tra le onde abbandonò

Non ti amo più
non sono tua
che cosa vuoi
vattene via

Si aggrappò sfinito al suo dolore
ed il mare lo ingoiò

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