HANGAR
Uno in mezzo a tanti e tanti in uno io anche io
qui tra peccatori e santi io non sono mica Dio
ma ho creato un sogno mio lì avanti...
Io sto con me da tanto ormai con i miei guai dentro i miei se
lavoro come un pazzo a questa cosa e so che farmene...
la volta che tolgo stand by e mi dirò vai anche se
non sono più un ragazzo per scappar di casa e andarmene...
Uno sulla soglia e voglia e frenesia che porta via
dentro questa lunga veglia vincere alla lotteria
il riscatto da una vita spoglia...
Io che non ho mai un'allegria monotonia dentro un oblò
di questo inverno qui del cavolo in cui vivo e morirò...
io che non so tirarmi via dalla periferia in cui sto
perché all'inferno sì anche il diavolo non è un cattivo no
ma per molti è un po' un eroe positivo...
Vero è vero che ogni dì è un addio che si muore tra un avvio e un rinvio
dò motore al mio mistero di straforo chiuso a spranga
questo è il mio lavoro nero viaggiatore fermo dentro un hangar...
Uno che sta zitto o un guitto che non sa che parte ha
un trasvolatore o un dritto tra il coraggio e la viltà
vivo in te ma non pago l'affitto...
A te che sei la fantasia nell'asfissia dei cieli miei
tu sei la sola cosa nobile dei miei giorni plebei...
perché tu sei la mia eresia in questa idolatria agli dei
potrò lasciarti sposa immobile io che non ho trofei
dentro i miei musei nei tornei che non ho vinto...
Certo o incerto se ogni dì è un addio che ripeto tra un avvio e un rinvio
ho coperto il mio segreto con un telo dentro un hangar
me ne andrò un mattino quieto senza che nessuno pianga...
Il domani di ogni dì è un addio che mi segno tra un avvio e un rinvio
mentre lucido il mio sogno che mi spinge giù a valanga
dentro un ruvido bisogno di lasciare un giorno questo hangar...
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UN MONDO A FORMA DI TE
Meglio di no non voltarsi mai quando si va via
perché voltarsi è già un po' tornare è già nostalgia
e non si va mai così lontano e mai via di qua
mai come quando non si sa bene dove si va...
La culla di foschia di un piccolo mattino
e come una malìa mi si versò nel cuore
ed io inseguii la scia forse di un palloncino
scivolando via senza rumore...
Così si va non perché ci sia qualche cosa poi
che è da vedere ma per vedere cosa c'è in noi
e poi non vedi mai ciò che pensi che incontrerai
ma trovi sempre quello che non hai pensato mai...
Un altro sole in più saliva sulla strada
ed io scendevo giù con passi da impostore
e intinsi dentro il blu la punta di una spada
non odiarmi tu senza rancore...
Me ne vado da te con un sasso nel cuore...
senza rancore non averla con me
e firmai il viaggiatore...
Con quella eterna febbre in noi per ciò che non siamo mai stati
andiamo per campare già delusi e stanchi
viviamo come zebre poi rinchiusi dietro gli steccati
illusi di sembrare dei cavalli bianchi...
Io allora presi via con me pronto a sfidare le mie stelle
e poi che fine avremmo fatto io e te...
saresti tu moglie di un re oppure amante di un ribelle
od infermiera a un matto o sposa a un martire...
senza più amore...
Ciò che hai davanti è di più di quello che hai avuto già
anche se quello che hai avuto sempre davanti sta
poi tanto quello che perdi non ti perdona mai
perché per perdere e perdonare ci vuole sai...
E se ora vado via arrivederci a un giorno
e non sarà l'addio di questo viaggiatore
un grano di utopia ti porto al mio ritorno
un universo mio
senza colore...
I bianchi misero i neri - ma ci pensi com'è
a combattere i gialli - un mondo senza colore
per tenersi ciò che presero ai rossi...
senza colore...
i bianchi misero i neri - un mondo a forma di te
a combattere i gialli - sulla rotta del cuore
per tenersi ciò che presero ai rossi...
senza squallore...
Le borse crebbero a nord - ma ci pensi com'è
sulla fame del sud - un mondo senza squallore
mafie dell'est nelle banche dell'ovest...
senza squallore...
le borse crebbero a nord - un mondo a forma di te
sulla fame del sud - sulla rotta del cuore
mafie dell'est nelle banche dell'ovest...
senza dolore...
Le madri piansero i figli - ma ci pensi com'è
che non sono tornati - un mondo senza dolore
da una guerra in cui stuprarono donne...
senza dolore...
le madri piansero i figli - un mondo a forma di te
che non sono tornati - sulla rotta del cuore
da una guerra in cui stuprarono donne...
senza terrore...
I vili fecero i forti - ma ci pensi com'è
con le sorti dei vivi - un mondo senza terrore
i buoni uccisero tutti i cattivi...
senza terrore...
i vili fecero i forti - un mondo a forma di te
con le sorti dei vivi - sulla rotta del cuore
i buoni uccisero tutti i cattivi...
senza più orrore...
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SI IO SARÒ
Io mi alzai su dalla mia immagine
come da un altare
e cercai nella voragine
la terra sotto il mare
camminai un deserto arido
tra dirupi e gole
poi lanciai un cuore impavido
nel cielo dietro il sole
traversai labirinti e portici
delle mie visioni
mi lasciai in mezzo ai vortici
di splendide illusioni
io violai le bugie dei codici
del bene e del male
e puntai a ore dodici
di un viaggio verticale...
Sì io sarò vela al vento
sì io sarò un'onda anomala
sì io unirò insieme àncora e aquilone
sì io sarò ala e immensità...
Più su vai e più sarai piccolo
per chi non sta in alto
ma io andai dentro il pericolo
come si va all'assalto
io varcai con un balzo i limiti
di quella pianura
e saltai giù senza tremiti
senza controfigura
poi scalai la montagna all'apice
sopra il mondo intero
navigai nel grande calice
del sonno del mistero
e pensai che potremmo essere
sogni di qualcuno
chissà mai noi tante tessere
di un firmamento bruno...
Sì io sarò vela al vento
sì io sarò un'onda anomala
sì io unirò insieme àncora e aquilone
sì io sarò immensità...
Mi attaccherò più forte all'albero maestro
di quella barca che fa il solco all'equatore
mi appiccherò per sempre al nodo del capestro
di quelle stelle sulla via di un viaggiatore...
Sì io sarò vela al vento
sì io sarò un'onda anomala
sì io unirò insieme àncora e aquilone
sì... sì io sarò immensità...
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STAI SU
Che fai in quest'ora bella che suona il suo notturno
io mi giro attorno a far la sentinella
che non ho sonno e faccio il primo turno
tu qualunque cosa fai stai su...
Anche se sei distante e se la voce non arriva o è disturbata
penso di parlare a te in ogni istante
perché per me lo sai sei sempre stata
tu l'altro capo di un filo un unico profilo
quando guardiamo su...
Se anche tu vedi la stessa luna
non siamo poi così lontani se credi ancora un po'
a un giro di fortuna gioca tutto su domani
dovunque tu sarai stai su...
Forse e se tu lo domandi domani ci troviamo
all'incrocio delle tue braccia grandi
per correre a gridarci ti amo...
E cosa ci vuoi fare se tutto questo non è ancora un paradiso
se non c'è abbastanza notte per sognare
e stai cercando pure tu un sorriso
ti basta entrare in memoria
di qualche buona storia
e poi cliccarci su...
Se anche tu suoni lo stesso accordo
non siamo poi così lontani se ti rimetti su
l'ultimo mio ricordo sei già pronta per domani...
Non siamo un mondo a parte siamo parte del mondo
rimasti un po' in disparte un secolo o un secondo...
Non siamo un mondo a parte (noi) noi siamo parte del mondo
rimasti un po' in disparte un secolo o un secondo...
Se anche tu senti la stessa ebbrezza
non siamo poi così lontani
se del domani no nessuno ha la certezza
io son nessuno e tu Domani...
Da domani
chiunque tu sarai
comunque tu starai stai su...su... stai su...
stai su...
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CARAVAN
Come siamo cambiati neanche il passato è più
quello dei tempi andati si sa com'è ma non come fu...
le cose stan cambiando mentre ci cambiano
noi che stiamo ballando l'ultimo valzer che suonano...
Non si esce da una storia che non esce da noi
nelle vie di memoria la stessa storia riaccade poi...
si abbattono le statue i piedistalli no
perché le cose fatue di nuovo servono dopo un po'...
Perché fu è o sarà
la vita un viaggio od un destino
senza l'equipaggio ma
con un ricordo clandestino...
perché qui là o chissà
qualunque cosa è già un ricordo
nebulosa o realtà
negata o benvenuta a bordo...
Dove va la carovana
dove vaga il caravan
piano va la carovana
vaga invano il caravan...
Le cose della vita girano sempre qua
in orbita infinita noi siamo di loro proprietà...
così ce le prendiamo qui con noi vivono
quando poi ce ne andiamo peccato loro non piangono...
Perché fu è o sarà
la vita un viaggio od un destino
senza l'equipaggio ma
con un ricordo clandestino...
perché qui là o chissà
qualunque cosa è già un ricordo
nebulosa o realtà
negata o benvenuta a bordo...
Nel viaggio all'apogeo da solo è il re
senz'armi né corteo nel rituale del tè...
l'orologio del cammeo dà un tempo a sé
un grigio scarabeo stringe pensando a te...
Perché fu è o sarà
la vita un viaggio od un destino
senza l'equipaggio ma
con un ricordo clandestino...
perché qui là o chissà
qualunque cosa è già un ricordo
nebulosa o realtà
negata o benvenuta a bordo...
Dove va la carovana
dove vaga il caravan
ogni cosa cara o vana
torna come un boomerang...
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MAL D'UNIVERSO
A un tratto il vuoto e tutto fu ignoto
lago remoto e immoto dentro me
fiore di loto e dell'oblio
cosa c'è in questo se non io...
Che cerco un varco in questo immenso arco
un parco d'aria o un cielo prateria
lo sbarco sopra l'aldilà
una via per l'infinità...
In un abisso senza termine
allontanarmi verso me sul culmine
lasciarmi a una deriva di anime
nuotando nel metallo delle lacrime...
Dell'universo sommerso e immerso
nell'universo...
dell'universo sommerso e immerso
nell'universo...
Se tu mi pensi
ovunque io sia
io sono i tuoi sensi
che corrono via
su un sole di campi
in un tuffo in apnea
su un covo di lampi
in alta marea...
Un grande sparo e tutto fu chiaro dolce curaro e amaro miele in me
il faro della verità luce è in questa maestà...
E scruto assorto qual è il mio porto ho scorto dove va al lavoro Iddio
e in un conforto di oasi vivo io stasi ed estasi...
In coda a un tempo senza spasimo
bagnarmi gli occhi di quell'incantesimo
darmi ogni istante come l'ultimo
nel male di durare oltre quest'attimo...
Dell'universo perso e disperso nell'universo...
dell'universo perso e disperso nell'universo...
Se tu mi senti
chiunque io sia
io passo nei venti
che soffiano via
su un mare di dune
in un salto in balìa
su un pozzo di lune
in un'altra morìa...
Dell'universo riverso e emerso mal d'universo...
dell'universo riverso e emerso mal d'universo...
Dell'universo riverso e emerso mal d'universo...
dell'universo riverso e emerso mal d'universo...
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CHI C'È IN ASCOLTO
Accendi questa notte di cristalli liquidi
il cielo è un crocevia di mille brividi
di satelliti che tracciano segnali nitidi che seguono la via di mondi ripidi...
Chissà se queste macchine che parlano per noi ci riavvicinano o ci allontanano
quando sembra di sfiorarsi e invece in mezzo restano
dei ponti levatoi che non si abbassano mai...
Io non sono di qui
io son di passaggio
io sono in mezzo al mio viaggio
sono io che ti invio un messaggio
da maggio io vengo e vado dietro a un miraggio
di un domani che inganna da lontano
e porta me lontano da domani
e che mi stringe a sé
in questo tempo avvolto...
Chi c'è oltre me
chi c'è in ascolto...
Incontrami in questo spazio senza margine nel fondo del display che fa da argine
a cento secoli volati via come vertigine qualcuno schiacciò play e fu l'origine...
Chissà se il cosmo chiuso dentro le tre doppie vu è verosimile o è un fac-simile
quando sembra di viaggiare e invece resti immobile
tra i totem e i tabù dell'impossibile ma...
Io che mi muovo qui
io oltre frontiera
io solo in zona straniera
sono io fermo alla tastiera
ogni sera schermo di vita vera o chimera
di essere laggiù là dove non mi trovo
e non so più come trovare dove
adesso vivi tu
che forse sei in ascolto...
Io che parlo da qui
io passo attraverso
un blu sconosciuto e diverso
io non so più se vado verso
o all'inverso torno se è un sogno o è l'universo
che un insieme è di mille e mille soli
e gli altri e me che siamo soli insieme
per questo chiamo te
da un mondo capovolto...
Chi c'è oltre me
chi c'è in ascolto
chi c'è con me
chi c'è... chi c'è in ascolto...
Non smettere di trasmettereNon smettere di trasmettereNon smettere di trasmettere...
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OPERE E OMISSIONI
Era uno specchio o un'eco
od un riflesso di un'assenza
io sono un vecchio ed uno spreco
io con gli occhiali io senza...
- Tra opere e omissioni...
Io sono il giocatore - che vita ho fatto mai
che punta ancora un altro inganno - con tutte le attenzioni
sul panno usato del dolore - che non ho avuto mai
per vincere il suo danno - che non ho dato mai...
Questo mare sale dentro me
mentre io preparo il tè...
Ma io chi sono stato
samaritano o pigliatutto
in questo ballo mascherato
dove il costume è tutto...
- Tra opere e omissioni...
Sono un sopravvissuto - di questa vita ormai
fra storie naufraghe e gingilli - con tutte le occasioni
un cuore muto di velluto - che non ho colto mai
per appuntare spilli - che non ho tolto mai...
Questo mare sale dentro me
mentre io preparo il tè - che non ho preso mai...
Questo tempo danza dentro me
dentro questa stanza che - che non ho chiuso mai
centro è del mio tempio a te...
Tra i cattivi o tra i buoni
quel biglietto bisogna estrarre
chiuso in bussolotti di milioni
di opere e omissioni...
le mie chitarre prigioni
con le corde che sono sbarre
e le pene sono le canzoni
che da solo suoni e per chi...
Questo mare sale dentro me
mentre io preparo il tè - che non ho offerto mai...
Questo tempo danza dentro me
dentro questa stanza che - che non ho aperto mai
centro è del mio tempio a te...
Così mi accorgo che
il tempo è come l'aria
che esiste proprio quando manca
come un artista d'arte varia
che sul finale arranca...
- Tra opere e omissioni...
Era uno specchio o un'eco - di molta vita ormai
o il balbettìo di una coscienza - con tutte le ammissioni
e siamo in due ed un muro cieco - che non ho fatto mai
io con gli occhiali io senza...
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QUANTO TEMPO HO
Qui c'è ogni giorno una partenza ma non aspetto più un arrivo
e intanto vivo un'esistenza senza data di scadenza su...
Così ho finito la speranza quando il mio punto esclamativo
piegò la schiena come un'ansa e interrogativo diventò...
Quanto tempo ho
per dire io chi sono o chi fui io
per correre a vedere chi sarò
tra l'obbligo e l'oblio
giocattolo di un dio
col nome e il numero...
Io sono quel gabbiano in gabbia che piange lacrime di vetro
acqua lasciata sulla sabbia che tornare al mare più non può indietro...
Quanto tempo ho
per la mia buonuscita prima o poi
da questa vita o manca ancora un po'
in fila coi vassoi
davanti ai pisciatoi
c'è da aspettare o no
per quando tocca a noi...
Che siamo comici che piangono pubblici che non ridono
che siamo angeli che imprecano e demoni che pregano...
Quanto tempo ho
per chiedere di avere un giorno in più
che è pure un giorno in meno che io avrò
per spegnermi quaggiù
con occhi da Gesù
buttati al cielo...
Quanto tempo ho
per vivere di questa malattia
di vivere e morire io non so
prima che tutto sia
e vivo l'agonia
di quanto tempo ho...
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A DOMANI
Tu sei la stella che vaga e invaghisce
signora di poesia
tu sei il rimpianto che dura e indurisce
sorella di nostalgia
tu sei il rimorso che incolpa e colpisce
angelo di carestia
tu sei il ricordo che sfioro e sfiorisce
mentre la sera va via...
Domani che ne è di te
degli occhi grigi di nuvole
prodighi di prodigi
in fondo agli occhi miei
mi guardo e tu ci sei...
Tu sei il mio tempo che impazza e impazzisce
compagna di prigionia
tu sei il mio viaggio che impara e impaurisce
regina di fantasia
tu sei il pensiero che passa e appassisce
madre di malinconia
tu sei il futuro a cui sparo e sparisce
quando la notte va via...
Domani sarai con me
perché ha finito di piovere
se ogni attimo infinito
che ho avuto dopo te
io lo chiamai...
Domani e non c'eri più
eri già Ieri
memorie pensieri più vecchi
tu dove sei
perch' io ti chiami oggi
perché tu torni a me
perché io torni a te...
A Domani...
A Domani...
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CUORE DI ALIANTE
Io l'ombra che andò via costeggiando il muro o restando lì
l'uomo che cercò la sua profezia dritto nel futuro e poi si smarrì
suono di tam tam e io ci ballo su da tutta una vita fulminea
come un viaggio in tram che ti siedi giù e è il capolinea...
Io l'onda che si alzò su dal mare scuro dell'umanità
l'urlo che si udì quando rimbalzò forte sul tamburo della libertà
sogno di colei che è la mia follia e mai questa ferita rimargina
e che dai libri miei ha strappato via l'ultima pagina...
Sono acqua di foce ed è una croce
non sapere mai se la mia voce
è fiume o oceano...
e non c'è no fiume
che due volte sia capace
di bagnarmi e darmi pace
perché il tempo se ne va e tutto tace...
Io resto qua nell'irrealtà
dell'immenso velo del mio cielo a metà...
sarà una nuova età o solo un'altra età
il volo di un eterno istante
nel mio cuore di aliante...
Io l'indio che partì nel cammino duro di cercare sé
l'arco che lanciò una freccia qui dentro un cuore puro luogo che non c'è
sonno di amnesie che non dormo più ma non ho finito di esistere
con queste energie cresco la virtù di resistere...
Sono acqua di fonte che al suo monte
non può ritornare e il mio orizzonte
è solo vivere...
e vivere da solo
come un sasso di un torrente
che non ferma la corrente
perché il tempo se ne va e lascia niente...
Io resto qua nell'irrealtà
dell'immenso raggio del mio viaggio a metà...
sarà una nuova età o solo un'altra età
il volo di un eterno istante
nel mio cuore di aliante...
A combattere il tempo - come si fa
si può battere solo
a tempo di musica...
Non ti abbattere al tempo - che se ne va
lo puoi battere ancora
a tempo di musica - sul tempo che va
a tempo di musica - nel tempo che va...
Io resto qua nell'irrealtà
dell'immenso fondo del mio mondo a metà...
sarà una nuova età o solo un'altra età
il volo di un eterno istante
nel mio cuore di aliante...
Io - a combattere il tempo
l'ombra che andò via - come si fa
costeggiando il muro - si può battere solo
o restando lì - a tempo di musica...
L'uomo che cercò - non ti abbattere al tempo
la sua profezia - che se ne va
dritto nel futuro - si può battere ancora
e poi si smarrì - a tempo di musica sul tempo che va...
a tempo di musica...
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A CLA'
Sì che ti ho riconosciuto qui dagli occhi
che già non vedevano così lontano
quando un palloncino ti scappò di mano
e volò e volasti pure tu... sì sei tu
gli stessi identici occhi miei ma in grande
o forse solo con un po' di più d'incanto
son cresciuti intanto e pieni di domande
e son rimasti miopi fino a qui...
Siamo sì vivi anche se un po' cambiati
siamo morti e poi più volte noi rinati
come fingevamo se stavamo giù
sotto la coperta come fiamma saltavamo su
nella scoperta del sorriso sul viso di mamma...
A Cla' lì ho lasciato te così per un altro me
ma sì sono stato troppo via con questa troppa nostalgia
di me quand'ero te...
A Cla' tu sì che eri un re io no mai più come te
noi che trovavamo tutto in niente e adesso c'è
niente in tutto e nessun re...
Vedi questo telo alzato tra noi due è la vita
che tu hai sempre visto come un bel ricamo
io di qua da uomo so la trama ordita
odio e amo tra i suoi no e i suoi sì...
Siamo qui forse appena un po' più stanchi
fieri perché no di quei capelli bianchi
a implorare il tempo come un tempo in cui
c'era la paura della mano di papà prima della puntura
e di una porta aperta piano piano...
A Cla' com'è andata poi sai se abbiamo vinto noi
perché io so solo che con te di nuovo so sorridere
e un giorno imparerò anche a vivere...
A Cla' ci risiamo già lo so che è finita qua
io ero lì per riprenderti e dovrò riperderti
chissà se ci rivediamo a Cla'
forse un tempo forse là
quando ci riandiamo a Cla'...
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