Baglion@ndo

Il Romanzo di un cantante

A cura di Annamaria

Il Romanzo di un Cantante e  “Solo”
 

Ciao :)
L'altro giorno spulciando tra la roba che riguarda Claudio Baglioni, mi sono ritrovata tra le mani il libricino di LatoSide "Il romanzo di un cantante", curato da Michelangelo Romano. Credo che insieme al libro di Notti di Note e a quello scritto da Macale "Con tutto l'amore che posso", il libro di Romano è un po' una pietra miliare. Per molto tempo è stata la scoperta… Questo libricino ormai introvabile deriva però da un'intervista fatta sempre dalla LatoSide e pubblicata su un giornale dalle dimensioni enormi. Questo giornale uscì nel marzo 1977 dopo la pubblicazione dell'album "Solo". Credo che la bellezza di questo romanzo-intervista stia nella novità, nello scoprire un Baglioni diverso. Infatti, fino a quel momento le interviste fatte a Baglioni erano interviste dalle quali usciva fuori un artista schivo, che tendenzialmente era descritto come il cantante dell'amore, dell'estate… Insomma, un'immagine, senza offesa, tranquillizzante. Invece ecco come in questa bellissima e lunghissima intervista esce fuori un Baglioni inedito. Io ne rimasi folgorata e affascinata nello stesso tempo. Si descrive l'ambiente discografico senza nascondere le insidie. Baglioni parla delle sue prime esperienze artistiche con sincerità, raccontando le prime delusioni, la voglia di spiegarsi perché non compreso. Il desiderio di fermarsi e di continuare a studiare Architettura. Diciamo che fino a quel momento erano temi non raccontati in maniera così esplicita. Però tutto aveva un senso. Infatti, l'album di Solo è un album anomalo e in più segna la crisi con la RCA italiana che fino a quel momento era stata la casa discografica che lo aveva prodotto. Anomalo anche per la data di uscita del disco cioè fine anno quando gli albums di successo precedenti avevano avuto pubblicazione in estate (escludendo QPGA). Solo è un anticipazione per ciò che avverrà tra qualche anno. Innanzitutto è un album in cui Baglioni è per la prima volta autore unico (tranne una canzone con Coggio e Oremus "Gesù Caro Fratello"), arrangiatore, produttore. E' appunto… solo. In più il tema filo conduttore dell'intero album: la solitudine. Una galleria di personaggi che vivono in maniera diversa la solitudine fisica e psicologica. Solo è il tentativo di scavalcare un'immagine. E' il rischio di flop… Ma il pubblico (io per prima) credo che alle prime note di Gagarin abbia fatto un balzo per lo stupore, la meraviglia e la bellezza di tutto l'album. Io credo che se Baglioni non avesse fatto il 45 giri di questo disco forse avrebbe avuto in anticipo ciò che invece gli ha regalato Strada Facendo nel 1981. Penso che un po' tutti siamo affezionati a questo disco perché è stato rivoluzionario: bellissimo. Bellissimo per le musiche, per gli arrangiamenti, per i testi. Confezionato in maniera egregia. A volte è difficile parlare di un disco estrapolandolo dal contesto "storico". Oggi pubblicare un album come Solo non sarebbe una grande novità ma per quel periodo era un lavoro abbastanza anomalo. Un po' per le musiche un po' per t temi trattati. Per la prima volta il tentativo di spiegarsi che non esiste solo il mondo giovanile ma ciò che chiede Baglioni è l'attenzione. L'essere compreso anche come uomo e artista in cerca di provare nuove strade e non più un ragazzo cantore di adolescenti passioni. Non possiamo dire che fino a quel momento Claudio sia stato staticamente produttivo…anzi… Però ciò che usciva fuori, ciò che la massa del pubblico apprezzava in lui e nello stesso tempo "disprezzava" era il suo solito parlare di amori estivi, passerotti e addii a tempo di lenti. I personaggi in Solo sono diversi e con estrazioni anche opposte. Si parte dalla suggestiva Gagarin dedicata al personaggio che perse la vita nello spazio e che quindi vive una solitudine "cosmica" guardando il mondo che ha lasciato con un velo di tristezza e nostalgia. Si attraversano i pensieri di una ragazza operaia che vive tra la noia della mensa e il desiderio di fuga (200 lire di castagne). Si attraversa la preghiera in romanesco in Gesù Caro Fratello. Preghiera fatta nel cuore di persone semplici. Considerazioni amare di chi vive la religione condannato ad osservare la mercificazione di immagini e l'associazione alla politica. Questa canzone aveva già conosciuto una pubblicazione anni prima ma in una versione differente. Infatti Mia Martini la pubblicò con il titolo Gesù è Mio Fratello. Per approdare alla bellissima e, ultimamente rivalutata, Nel sole, Nel sale, Nel sud, frutto di un'esperienza reale fatta in un viaggio in Sudamerica. Malinconica e struggente Il Pivot (che io avrei ascoltato volentieri in InCanto) nella sua lentezza e silenziosità ispirata a un ex giocatore di basket. Efficacemente cinematografica e per certi versi associabile a Tutto Il Calcio Minuto per Minuto dell'85 e a Stelle di Stelle di Oltre. Si tenta la commedia in Romano Male Malissimo. Opposta alla ragazza operaia c'è la spogliarellista di Streap-tease (credo scritta in relazione a un viaggio ad Amburgo) almeno è opposto il contesto in cui vive ma non si può dire ciò riguardo alla sua solitudine mista a insoddisfazione per la vita che conduce. L'album si chiude con Quante Volte e Puoi?. Quante Volte è anche il lato B del 45 giri come a significare che oltre a Solo, (lato A) che un po' fa da trait d'union con i 45 giri precedenti, c'è un discorso aperto e da continuare. Puoi? È il solito tassello con il quale si chiudono un po' tutti gli albums di Baglioni. E' la speranza di avere qualcuno che comprenda, che sappia regalarci un sorriso o un vetrino blu. E' la speranza a non essere più soli. Noi sappiamo che Baglioni aveva comunque già affrontato temi che non erano solo amori minimalisti ma, se in quei periodi furoreggiava il 45 giri mentre i 33 giri non erano così ascoltati. E Tu… (1974) è stato un capolavoro di Claudio che non si è mai risparmiato per le collaborazioni artistiche (Vangelis ne ha curato gli arrangiamenti). Ma comunque, i giornali di allora parlavano di amori e non di musica. Insomma…se giustizia si è fatta…sicuramente Baglioni l'ha avuta nel tempo. Ma in questa intervista del 77, la sincerità di Baglioni è quasi come uno scaricarsi di imposizioni fatte dalla RCA. Sta di fatto che il contratto discografico non fu rinnovato. Baglioni lascia la RCA con non poche polemiche. Si butta tra le braccia della CBS con la quale pubblica E Tu come stai? che per un periodo fu ritirato dal commercio. Tant'è vero che chi, come me ha comprato la prima edizione del disco, questo ha una colorazione leggermente diversa. Ma di questo... ne parliamo un'altra volta…............................:o)               

                                                
 Annamaria: ))      (Annamaria su TL)

Indietro Avanti