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L'ULTIMA ECLISSI
Sentivamo il profumo del crepuscolo
aleggiare nell'aria, palpabile come un'emozione.
Le nuvole, capricciose ballerine del cielo,
danzavano tra acrobatiche brezze,
salutando la vivida luce del Sole.
Poi tutto tacque.
Grilli e cicale zittirono l'aria.
Intorno solo bisbiglii e sussurri.
Alzammo la testa, volammo oltre
i nostri piccoli orizzonti,
liberammo lo sguardo verso l'alto.
Ci sentimmo liberi di cavalcare la fantasia.
L'onda lunga e predatrice della Luna
rosicchiava calore e vita mentre mille pensieri
vagavano, spaventati, a cercare la speranza
confondendosi nei brusii di stupore.
Tra gli squarci, timidi, di un cielo al crepuscolo
s'affacciavano, birichine, manipoli di Stelle.
E, stupiti, noi Uomini di un tempo avvinto,
ci sorprendemmo, affascinati,
dall'immensità del cielo,
fummo rapiti con gli occhi, la mente, il cuore
e il respiro, ansante d'emozione,
dal Sole nero che avanzava.
Poi le emozioni se ne andarono
come viaggiatori di treni dimenticati.
Teste reclinate sullo schienale,
occhi chiusi a far cullare i sogni,
trascinando baluginanti ricordi,
fresche reminiscenze di un'incredula
e insolita alba nuova, partorita lungo
i brividi caldi di un'ultima Eclissi. |