La Piana......


LA PIANA DEI CAVALLI BRADI

 

Nervi lisci di cavalli a sfaticare sere
a calmarci di sudore in fiaccole di gelo
Inutilità di foglie stupide e leggere
nubi di bucati sugli stendoi del cielo
Com’è duro essere nuovi e avere un’altra storia
Io ti amai con noncuranza senza mai uno scopo
I ricordi sono acqua e l’acqua è memoria
il dolore è sforzo e vino uccide il giorno dopo

Vento di girandole in mezzo alle immondizie
mi fa freddo così tanto da cercarti adesso
e ad un certo punto andare non dar più notizie
solo in compagnia di sé e chiedere permesso          per essere te stesso

Mai non odiarmi mai se mi allontanai perché potessi appartenerti
Mai non ti ho vissuto mai e ti rinunciai già rassegnato a non saperti

Quanti addii che immaginai facchini e treni a sbuffare intorno
e tavoli di avanzi in un via vai di camerieri
Un fiammingo sole sta per inchiodare il giorno
rondini croci d’autunno infilano i pensieri
Guizzi in occhi di cavalli laghi nero fondo
anime di ombre nell’attesa delle stalle
E’ un’immensa sala in cui aspettiamo questo mondo
il futuro è qui davanti o già dietro alle spalle

Chiuderò la porta a far star bene la tua assenza
ci sarà fedele sempre il cane del rimorso
I cavalli origliano quest’aria d’impazienza
a metà della speranza io cambiai percorso e           poi non ho più corso

Mai non odiarmi mai io mi allontanai perché potessi raccontarti
Mai ti ho vissuto mai e ti rinunciai già rassegnato a ripensarti

Sudai di sud        di vento diventai

E andai con la voce andai coi capelli andai lungo i sentieri di tornadi
E andai con il cuore andai fino a che trovai la piana dei cavalli bradi

scalpitai    scartai    m’impennai    scalciai    galoppai    saltai    m’involai

........dal guscio......

......nei capelli di Cucaio, criniere senza corse nel riposo di stalle.
Nervi lisciati sotto la pelle a sfaticare sere e a calmarsi di sudore in fiaccole di gelo. Cavalli, manciate di vento del sud che fuori muove l'inutilità delle foglie a onde improvvise di un mare giallo-marrone. Orecchi a origliare un'aria di impazienza a girarli verso qualche futuro sospeso lì davanti o già dietro alle spalle. Rondini, croci autunnali, infilano pensieri, guizzi negli occhi laghi nero fondo di cavalli di anime di ombre. E mai si finisce di aspettare provando a vivere. E' un'immensa sala d'attesa il mondo e dentro le speranze di figli in prestito che presto cresceranno....................

     ....la Piana......     
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