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InCanto a Pisa :: 16 Maggio 2001 ::
:: Silvia ::
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finalmente arriva anche il mio InCanto. E' per me un
InCanto un po' particolare, considerato che mi sono
improvvisata giornalista per l'occasione. La
redazione di Pisa del quotidiano Toscano mi ha dato la possibilità
di redarre 5 articoli in occasione di questo evento ed
io ho cercato di trasmettere le mie emozioni di attesa a
tutta la città scrivendo ciò che dettava il mio
cuore.Ma veniamo a noi,con una sorta di recensione del
concerto stesso. Già nell'attesa fuori dal teatro si
notano numerosi fans desiderosi di festeggiare i 50 anni
di Claudio, in mano hanno fiori, torte, pergamene e
quanto la fantasia possa immaginare. Il sipario si
apre e le prime note del piano introducono "Acqua
dalla luna" mentre uno scrosciante applauso
accoglie il cantante. E' proprio durante i saluti di
rito che il Verdi inneggia il coro di "tanti
auguri", ma sembra che Claudio sia un po' stanco
dei festeggiamenti, iniziati negli altri teatri già da
oltre quindici giorni, e cerca di sviare. "Mancano
tre ore e finirà anche questo giorno" dice in tono
scherzoso, forse neanche troppo. Fra un brano e l'altro
si intrattiene con il pubblico, in occasione
dell'esecuzione di "Tamburi lontani" spiega
che il concerto e' dedicato a suo padre e ricordando
quando gli comprò il suo primo pianoforte. Il
pianoforte, uno strumento che ha accompagnato il
percorso artistico di Claudio fino ai giorni nostri che
insieme alla chitarra ha dato vita alle sue varie
composizioni, dalle meno conosciute "Ti amo
ancora", "Il sole e la luna"
"Lacrime di Marzo", fino ad arrivare a
"Pace", "Acqua nell'acqua", " A
Cla'", riproposte adesso in una versione nuova, ma
che mantiene più che mai l'originalità' del rapporto
fra cantautore e strumento, privo di tutto il contorno
musicale che ha in seguito elaborato il sound di ogni
singolo brano. Questo tour e' davvero particolare, una
serie di concerti per ascoltatori interessati, come a
ricercare per un attimo di spengere quell'interruttore
festoso di grida e cori che hanno accompagnato i tours
precedenti. Claudio non perde l' occasione per farlo
presente, il pubblico capisce, e cerca di
rispettare quelle nuove sonorità, trattenendosi dalla
voglia di partecipare invadendo il campo musicale.
"Non ho mai affermato di detestare la gioia festosa
e commovente di un auditorio vivo", ha detto
Claudio recentemente, indicando particolari occasioni
nelle quali si deve rispettare chi vuole ascoltare, in
particolar modo, quando i brani sono presentati in una
forma diversa dal solito. Poi non manca di citare i
botteghini dei teatri, che dovevano avere l'esclusivita'
della prevendita, senza favorire nessuno, in modo da
creare un pubblico con un maggiore interesse a quel tipo
di spettacolo, prima che all'artista stesso. E arriva la
sorpresa clou. Dalle casse monitor sul palco si sente
un'interferenza, Claudio volta lo sguardo verso i
tecnici, la cosa si ripete e dopo pochi istanti da un
lato del palco fa la sua comparsa Fabio Fazio che
cantando "Tanti auguri" si avvicina a Claudio
porgendogli una torta con tanto di candelina. Si alza
una vera e propria ovazione dalla platea, il cantante
resta vistosamente sorpreso, poi abbraccia l'amico e
coglie l'occasione per far capire che il vano tentativo
di evitare quella speciale ricorrenza era per limitare
il più possibile l'attenzione del pubblico verso un
artista che di attenzione ne ha già tanta, fino da
ritenere opportuno non rinnovarla con ricorrenze che
esulano dal vero e proprio mestiere. La serata adesso
prende un'altra direzione, Claudio sembra rilassarsi e
si lascia andare a ripetuti meddley agevolando questa
volta lui stesso la partecipazione del pubblico. E così
fra "Questo piccolo grande amore", "E tu
come stai", "La vita e' adesso" e tanti
altri intramontabili successi si va avanti fino al
riprendere le redini del solista. Una citazione dovuta
per le emozioni suscitate da "Quante volte"
che il cantante introduce con un flebile fischio, e
"Tutto il calcio minuto per minuto" al quale
al piano si aggiunge il suono di un metronomo, poi
ancora una nuova struggente versione di "Fammi
andar via" fino a "Stelle di stelle"
ridotta adesso ad un solo canto dopo la scomparsa di Mia
Martini. Ma l'esecuzione più calda di questo tour
resta "Buona fortuna", spoglia da ogni nota
strumentale e senza neanche fare uso del microfono. Il
Teatro si stringe silenzioso intorno a questa emotiva
interpretazione lasciandosi andare ad un lungo applauso
finale da brivido. Alcuni bis ed il concerto finisce con
"Solo", come a rappresentare un senso di
nostalgia di qualcosa, la stessa nostalgia che traspare
nella trilogia discografica di Claudio, un musicista che
ha ancora molto da dire, e che solo il futuro saprà
accogliere con la stessa intensità di come ha accolto
la sua carriera artistica, perche' sono pochi i ragazzi
di 50 anni che si chiamano.. Claudio Baglioni. Silvia |
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