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EPITAFFIO
Son chiuso in quattro assi,
per questo un albero visse per me,
la terra lo nutrì e me lo diede.
I suoi frutti mi fecero vivere,
la sua ombra mi protesse dai dardi del sole.
Sulla sua corteccia ho ferito le mie iniziali,
nell'età dei pensieri imperlò la fronte di sudore
poi mi rinfrescò con la brezza dei ricordi.
I suoi rami mi scaldarono
nelle gelide ore della disperazione.
Qualcuno, poi, in un attimo mi allontanò.
Me lo rubò e lo plasmò.
Vivemmo
scordati.
Vivemmo nell'attesa.
A lungo aspettandoci.
Ora, sotto questa terra, nello sforzo
di antiche emozioni, sono prigioniero
del suo eterno abbraccio. |