horizontal rule

     
  Stelle di Stelle     

 

horizontal rule

 


Io sperai di esser tra quelli che camminano le vie ribelli stelle di stelle sudici eroi
Quei cialtroni degli artisti scopatori pederasti tristi  incantatori aquilonisti egoisti
Quelli che qualcuno cresce al riparo dalla realtà fuori dai guai senza un’età soli
Quelli che son tutto e niente che non vivono mai veramente ma neanche poi muoiono mai
Io in che parole fuggirò polvere e sere corse via dentro un bicchiere clessidra che butto giù

 

può il cielo Come un timbro dolce e agro
finire qui si staccò da quel suo corpo magro
ci pensi e un fumo blu
si l'accarezzò
no, i fiori recisi ancora Stanco jazz nello sgabello
profumano madre il suo microfono cullò
ci credi e ci soffiò
si suoni d'uccello
no, può il mare fermarsi prima Nelle pieghe delle mani
dell’orizzonte sciolse il tempo con monotonia
Lo vedi sempre così
si fu questa mia
no può mai una storia storia
sfuggire Spinse tutto il fiato in gola
se tu non vuoi e una lunga e livida parola
morire e il mondo lì
senza di noi. senza di noi
Anche le stelle bruciate lassù Anche le stelle bruciate lassù
viaggiano per l'eternità dal palco scesero
a illuderci negli occhi. a popolare i sogni della gente
per sempre c'è si spense il viso
una luce il suo sorriso
su chi non sa più cantare e la voce

horizontal rule

                               ... dal guscio...

.... Cucaio sperò di essere un artista. Uno di quelli che non diventano mai grandi che camminano le vie ribelli stelle di stelle sudici eroi. Che non vivono la vita di tutti ma la vivono per tutti sacerdoti della fantasia custodi della follia. Qualcuno li cresce li nutre soli diversi lontani dalla comune rottura di scatole del mondo dalla vecchiaia dalla morte. Si. Essi non vivono mai veramente ma neanche muoiono mai. Cucaio è stanco. Il suo pianoforte è una dentiera che ha smesso di ridere. Butta giù un bicchiere un'altra clessidra rovesciata di un altro tempo che va. Si chiede in quali parole fuggirà. E queste parole non dicono da sempre la stessa cosa? Non sarebbe più giusto esser più brevi asciutti fino a tacere del tutto? Una donna che avesse la voce di mare potrebbe salvarlo. E un sorriso negli occhi due lune e un'aurora boreale. E una canzone che si fa largo nel fumo di tante sere che battono il ritmo con monotonia. Lei ha un timbro dolce e agro guarda il microfono lo culla e ci soffia dentro suoni d'uccello. Avanti e indietro lo sgabello e la magrezza di quel corpo. E' giovane ma è come se avesse una vita più vite intere a scolorirne gli occhi negli occhi di Cucaio e una calamita è la distanza fra i due. E lei prende fiato su dritto al soffitto e le bagna la gola una lunga tremante urlata parola ruvida. Può il cielo finire qui? I fiori recisi continuano a profumare. Può il mare fermarsi prima dell'orizzonte? Anche le stelle bruciate morte viaggiano per  l'eternità a illuderci che per sempre c'è una luce su chi non sa più cantare. E' sola quando tutto si spegne....

horizontal rule

.... questo è ciò che ha dato l'inizio al viaggio....
Ora per proseguire vai alla


 

horizontal rule

Per contatti:

StelleDiStelle@brever.net

horizontal rule